I navigli di Padova

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Passeggiar lungo i corsi d’acqua nel centro della città patavina.

C’è una Padova che non ti aspetti  quando sei ‘foresto’ e vivi con la convinzione che la città veneta ruoti soprattutto attorno alla Basilica e alla figura di Sant’Antonio. Nascosti nel centro storico, tra vie commerciali, vicoli e portici su cui si poggiano abitazioni storiche, ecco che compaiono dei ponti e si aprono nuovi, incredibili scenari su canali docili dove le case si riflettono.

Ecco, questa cosa di corsi d’acqua dentro Padova è proprio una bella sorpresa e come tale vien subito la voglia di assaporarla fino in fondo, camminando sui marciapiedi che li costeggiano e scoprendo da una targa che le strade lungo fiume si chiamano ‘Riviera’.

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Lungo i canali di Padova

L’origine dei navigli è antica: tutte le città venete ne erano dotate e venivano usati sia per attivare i mulini che come vie di comunicazione tra di loro e con la laguna di Venezia. Una porta, magari un po’ arretrata, che dava però sul mare. Padova poi è nata e si è sviluppata tra il Brenta e il Bacchiglione, da cui sono tratte le acque per i canali che attraversano il centro storico: oggi sono usati molto meno dal punto di vista commerciale, ma fanno parte di un itinerario turistico (in parte a piedi e in parte in battello) che regala belle passeggiate e scorci suggestivi in molti angoli della città.

Seguendo quindi le Riviere e i ponti che collegano una parte della città con l’altra, partiamo in un tour delle acque dolci di Padova, cogliendo anche aspetti della sua storia passata. Il canale Piovego collega Padova a Venezia in un percorso di circa 10km e corre attorno le mura cittadine, erette – queste – nel ‘500; venne completato nel 1209 e nel suo correre porta le sue acque anche a Prato della Valle, prosegue attraverso l’Orto Botanico e si unisce al canale Santa Chiara, per dar vita al canale San Massimo.

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Camminar in Riviera a Padova

Proseguendo invece lungo la banchina di via Goito, oltrepassando il Bastione Saracinesca, si arriva alla Specola, istituita il 21 maggio 1761 dal Senato della Repubblica di Venezia come osservatorio astronomico dell’Università di Padova. Il complesso del Portello fu invece un importante porto fluviale durante la dominazione veneziana, dove si possono ammirare la Porta e la scalinata cinquecentesca, oltre ai resti di Castelnuovo, la fortezza incompiuta che avrebbe dovuto ospitare il nuovo Castello di Padova.

La Conca delle Porte Contarine è il monumento idraulico più insigne di Padova: costruito nel XIII secolo, consentiva a due corsi d’acqua (quello del Naviglio Interno, proveniente da sud attraversando il centro città, e il Piovego) di unirsi. Quindi ancora Riviera Mussato, con il medievale Ponte di Sant’Agostino, ricostruito nel 1522 su un precedente ponte di legno, Ponte di San Giovanni delle Navi, ricostruito alla fine del 1200 con una forma piana per consentire il passaggio ai carri che portavano la merce nelle piazze.

Un itinerario rilassante, soprattutto se fatto al tramonto, in una giornata nitida quando il colore oro del sole riflette i suoi raggi sulle acque calme e solo un gruppo di cigni ne increspa con delicatezza la superficie.




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